| |
L'attività di documentazione della cooperativa sociale Progetto Muret inizia alla fine degli anni ottanta. Motivata dal desiderio di non disperdere la memoria degli accadimenti, avvia un lavoro certosino di raccolta e conservazione di documenti.
Raccogliere la conoscenza del sapere che si dipana dal lavoro sociale...
Conservare e tutelare la memoria scritta, infatti, consente l'accesso e l'utilizzo dei materiali, come strumento di lavoro, ma aiuta, anche, a non disperdere la conoscenza che si acquisisce dalla pratica quotidiana del lavoro sociale: partire dalla memoria di cosa e come si fa per progettare e costruire ponti nel presente convinti che la riflessione sul proprio lavoro, i pensieri del quotidiano, il sapere che deriva dal fare, sono la terra dove si può seminare e coltivare l'esperienza di domani.
La parola cultura oltre che da cultus deriva anche da colere, coltivare ...
Coltivazione e cura di una costruzione collettiva, di un insieme di valori condivisi e partecipati da una comunità.
Raccogliere e documentare si trasforma in un desiderio di diffusione e scambio dei saperi plurali, pazientemente accumulati da donne e uomini in tutti i "villaggi del mondo".
In un tempo in cui sembra prevalere l'individualismo, il consumo, la bulimia del presente, l'assenza di legami, la memoria diventa un bene prezioso da accudire, tutelare e trasmettere. La memoria è anche sentimenti ed emozioni, patria invisibile a cui ognuno di noi appartiene, come ci dice P. Pasini.
Archiviare per curare la conoscenza, le conoscenze, come un bene comune e condiviso.
Si costituisce così negli anni un piccolo ma prezioso archivio cartaceo.
I materiali archiviati sono tra loro differenti, legati gli uni agli altri dalla storia di un'impresa sociale torinese, accomunati dall'essere parole dette e praticate. Costruiti dentro l'azione quotidiana, per governare in modo partecipato e condiviso le pratiche di lavoro sociale, i punti critici e i disagi, gli accadimenti, le innovazioni organizzative e i cambiamenti.
Scrivono gli utenti, gli operatori, i dirigenti, i consulenti, i formatori.
Alcuni di questi documenti sono delle registrazioni trascritte di riunioni, e condivisione di momenti formativi.
Altri sono documenti scritti per diventare momento di confronto pubblico con interlocutori diversi: dal mondo scientifico ed universitario, della cultura, da persone incuriosite dal capire e interessate del fare quotidiano dell'operatore sociale.
A questi si aggiungono altri documenti, libri, una raccolta cronologica di atti istituzionali e amministrativi, riviste, pubblicazioni, che riguardano altri soggetti che in questi ultimi vent'anni hanno pensato, operato e scritto nell'ambito dell'azione sociale e non solo.
Nel 2002, la cooperativa spinta dall'idea e dal progetto di dare vita all'apertura di un Centro studi e documentazione del lavoro sociale, pensa che se il patrimonio storico cartaceo diventa informatizzato e on line, può diventare un bene pubblico, condiviso con altri.
Il patrimonio documentale si veste da festa e indossa l'abito degli Archivi Sociali.
Archivi Sociali ha permesso alla cooperativa di essere visibili in quanto soggetti attivi attraverso una storia, un'identità culturale e politica, attraverso la propria creatività fuori e dentro le istituzioni, in un rapporto di ricerca, di lavoro, di verifica continua.
Archivi Sociali è un progetto che ha reso possibile trasformare la conoscenza acquisita in un bene pubblico, condiviso, comune e collettivo, perché fruibile da tutti coloro che lo desiderano.
Il Centro studi, ricerca e documentazione sociale, attraverso internet, le newsletters, la realizzazione di eventi ed iniziative culturali e non in ultimo l'attività di ricerca, si pone come finalità quella di "comunicare e scambiare con il mondo".
La comunicazione, spesso ridotta al mero "rendere noto", ha nelle sue origini etimologiche l'idea della partecipazione, del mettere in comune (communicatio), della condivisione (communis), dell'appartenenza ad una comunità (koinomia, communio).
Il termine, allora, non significa solamente "raccogliere e trasmettere informazioni", ma esprime condivisione di significati, partecipazione, costruzione condivisa. La comunicazione diventa atto simbolico e sociale ad un tempo, carico di reciprocità e di aperture all'altro. (Marco Binotto, docente all'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma)
Il catalogo on line, Archivi sociali, nel frattempo, si arricchisce ed implementa: sia attraverso nuove acquisizioni legate a tematiche che emergono dalla ricerca sociale che il Centro Studi compie attraverso le sue attività sia attraverso l'acquisizione e condivisione in rete dei patrimoni storici e documentali di altre realtà sociali che aderiscono all'idea :
• Associazione Arcobaleno,
• Cooperativa Sociale Luci nella Città,
• Associazione per la Lotta contro le Malattie Mentali.
La Compagnia di San Paolo sostiene il progetto degli Archivi Sociali dal 2007 e contribuisce alla sua realizzazione.
|
|